luglio 30th, 2009 Autore: Redazione
I pesanti effetti della crisi economica che qualcuno ancora si ostina a negare stanno dando i loro frutti avvelenati anche nella nostra Regione.
L’elevata mortalità delle aziende non è che il presupposto per il ben più drammatico contraccolpo in termini occupazionali: non è un caso che si registrano picchi nell’attivazione degli ammortizzatori sociali che, se da un lato appaiono come un essenziale aiuto alle lavoratrici ed ai lavoratori, dall’altro mostrano tutti i limiti in quanto non sono in grado di garantire la totalità dei soggetti vittime della recessione.
I gruppi consiliari regionali del PRC e del PdCI, dopo la presentazione ed approvazione della proposta di legge sulla restituzione dei contributi regionali dalle aziende che delocalizzano la produzione all’estero, presentano oggi un’altra proposta volta a favorire la possibilità di rilevare una azienda in crisi da parte dei lavoratori di quella stessa azienda, i quali riunitisi in cooperativa, hanno la possibilità di mantenere la produzione e quindi il posto di lavoro.
Esempi in tal senso ve ne sono in Italia ed all’estero: dalle esperienze presenti anche nella nostra regione, ai casi registrati in contesti ben più drammatici, come durante la crisi economica che ha colpito l’Argentina negli scorsi anni: nella quasi totalità le nuove gestioni non solo hanno mantenuto l’occupazione, ma hanno registrato incrementi di lavoro significativi.
E non è un caso che si è voluto presentare questa proposta di legge in uno dei “teatri” dove più dirompente è la recessione.
Gli incontri con i lavoratori e le lavoratrici delle Pelletterie 1907, con i sindacati che seguono la vicenda della Frau, con il segretario della Camera del Lavoro di Tolentino che ha il polso della situazione del distretto economico della cittadina maceratese, con il Sindaco, hanno voluto significare anzitutto la volontà di essere vicini alla cittadinanza, e garantire un impegno per promuovere tutte le iniziative necessarie non solo per difendere posti di lavoro, ma per rilanciare l’occupazione e la produzione.
Postato in * Attività Gruppo Regionale VIII legislatura 2005/2010, Comunicati Stampa, Economia, Lavoro | Nessun Commento »
luglio 24th, 2009 Autore: Redazione
Mentre diventa sempre più necessaria la riflessione sull’uso ed il consumo del territorio, alcune amministrazioni comunali appaiono più attente e sensibili all’interesse specifico piuttosto che a quello generale.
La vicenda dell’apertura del Megastore in zona Montecamillone di Castelfidardo, un’opera che tra parcheggi ed immobile copre una superficie di oltre 40.000 mq, è la conferma della regola.
La decisione dell’Amministrazione comunale di Castelfidardo di concedere l’autorizzazione edilizia in contrasto anche con il PTC della Provincia di Ancona, appare perciò sconsiderata, proprio perché va ad insediarsi in un’area già fortemente antropizzata, con una forte presenza di centri commerciali, ed in cui la viabilità, che non è una questione che investe esclusivamente il Comune di Castelfidardo, rischia di essere ulteriormente appesantita.
Ma forse, il tema che depone a sfavore della scelta dell’amministrazione in maniera preponderante riguarda il fatto la zona su cui sorgerà tale struttura è stata oggetto, nemmeno tre anni fa, di una esondazione che ha causato milioni di danni di euro alle strutture che già lì operano, in parte pagati anche dalla collettività regionale.
Perseguire nella scelta di “intasare” un’area a rischio idrogeologico può apparire diabolico, e non vorremmo trovarci nella stessa situazione della precedente drammatica esperienza, perché oltre al danno questa volta si aggiungerebbe la beffa per i cittadini regionali.
Per questo è stata presentata una interrogazione in Consiglio Regionale affinché, nel rispetto delle competenze istituzionali, la Giunta Regionale intervenga al fine di evitare un ulteriore scempio nel territorio.
Giuliano Brandoni
capogruppo consiliare
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
Postato in * Attività Gruppo Regionale VIII legislatura 2005/2010, Ambiente e Territorio, Comunicati Stampa | Nessun Commento »
luglio 16th, 2009 Autore: Redazione
L’atteggiamento del Governo nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego che ha trovato la sua concretizzazione normativa nella legge di conversione del decreto Brunetta appare sempre più improntato, da un lato, dalla volontà di esporli indiscriminatamente alla gogna mediatica e, dall’altro, dal tentativo di perseguire un attacco ai diritti più generali del lavoro, che, partendo dal settore pubblico come peraltro sta avvenendo in materia di innalzamento dell’età pensionabile delle donne, mira ad estendersi anche agli altri settori. Una vera e propria offensiva in cui è importante – ed è prassi peraltro abbastanza usuale di questo Governo – “spararle grosse” all’inizio, salvo poi fare veloci retromarce come avvenuto ad esempio nel caso specifico con le correzioni apportate, sotto la decisa pressione delle Organizzazioni sindacali, in materia di fasce di reperibilità dei dipendenti pubblici. Norme queste ultime peraltro non ancora convertite in legge e quindi ancora sostanzialmente aleatorie.
Crediamo sia un dovere delle forze del centrosinistra contrastare i fini e gli effetti di queste politiche inique e pericolose e in questo senso abbiamo inteso, come gruppi consiliari regionali di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani, presentare una proposta di legge regionale che si pone l’obiettivo di mettere riparo alle più palesi ed odiose ingiustizie che la normativa in materia di assenze dal lavoro dei pubblici dipendenti emanata dal Governo ha introdotto. Si interviene principalmente definendo una soglia annuale di assenze – statisticamente simile a quella media del settore privato – esente da trattenute, puntualizzando dettagliatamente le componenti del trattamento economico che non possono essere assoggettate a decurtazioni e disciplinando sulla base dei vigenti contratti collettivi di lavoro le assenze per cause diverse dalla malattia. La proposta di legge prevede inoltre che sia facoltà della Regione – e non un obbligo onerosissimo e difficilmente attuabile – disporre i controlli medico-fiscali sui dipendenti sin dal primo giorno di malattia e, nell’attesa che divengano legge dello Stato le succitate norme, il ripristino delle fasce di reperibilità preesistenti.
Postato in * Attività Gruppo Regionale VIII legislatura 2005/2010, Comunicati Stampa, Lavoro | Nessun Commento »