novembre 27th, 2009 Autore: Redazione
Il Piano casa regionale è stato un impegno importante per il Consiglio regionale ed è frutto equilibrato dell’ascolto della tante soggettività interessate a questo provvedimento.
Per quanto ci riguarda il punto di vista di quanti hanno guardato alla necessità di salvaguardare il territorio, il paesaggio ed i beni comuni è il nostro.
La Giunta regionale ha invece deliberato due atti, impropri nella forma e sbagliati nella sostanza in quanto autonomamente interpretano un atto legislativo, in gran parte inequivocabile, che non prevedeva e non dava potestà di intervento e di interpretazione all’esecutivo regionale e soprattutto eliminano vincoli e permettono interventi che lo spirito della legge certamente non prevedeva quali la demolizione e ricostruzione con ampliamento degli edifici in zona agricola o altre deroghe quali quella a cui si invitano i Comuni per superare le norme statali in materia di urbanistica.
Tutto ciò ci fa portatori di un caloroso consiglio alla Giunta: quello di revocare questi atti.
Intanto, per riportare in Consiglio regionale e quindi all’attenzione dei cittadini marchigiani questa questione ho inteso presentare una interrogazione urgente per avere dalla Giunta chiarimenti sulle necessità che hanno motivato la produzione degli atti di cui sopra e che, tuttavia , possono, se del caso, essere rappresentate solo con un ulteriore, specifico atto di legge.
Siamo certi che questo corrisponde alla richiesta di quanti hanno accompagnato l’iter legislativo del Piano casa, offrendo alle istituzioni l’opinione degli ambientalisti e del territorio e quindi siamo convinti che anche loro troveranno quanto prima le forme ed i modi per sostenere questo nostra azione
Giuliano Brandoni, capogruppo PRC-SE Regione Marche
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novembre 25th, 2009 Autore: Redazione
L’ormai famoso articolo 36 della legge che contiene gli indirizzi per la formazione del bilancio regionale e, ancor più, il suo altrettanto famoso emendamento, proposto dalla Giunta regionale anche in funzione della riconversione della SADAM di Jesi, devono essere lo strumento con cui la maggioranza regionale tutta si pone l’obiettivo di dare risposte attente ed adeguate ai territori, alle istanze sociali che lì sono sorte e ai lavoratori e non certo il cavallo di Troia per operazioni speculative ed affaristiche.
E’ partendo dalla convinzione di questa necessità che è iniziata una discussione sulle modalità migliori per cercare di raggiungere un risultato difficile ed ambizioso che deve tenere innanzitutto conto di quanto il Consiglio comunale di Jesi ha già deliberato, vale a dire che il dimensionamento della centrale a biomasse sia limitato alle reali necessità energetiche della riconversione.
Non solo. L’articolo nel suo complesso e l’emendamento nello specifico devono poter produrre un confronto con il gruppo Maccaferri capace di imporre un progetto condiviso dal territorio tutto, e quindi non solo dal Comune di Jesi, ma soprattutto di vincolare una azienda, fino ad oggi convinta di poter fare e disfare a proprio piacimento, all’esercizio della responsabilità sociale a partire da un piano occupazionale capace di avere prospettive certe.
Visto che il Consiglio regionale discuterà tutto questo in sede di bilancio, sarà utile riflettere come l’impegno anticrisi della Giunta regionale, che – come è avvenuto a Fabriano – si è estrinsecato anche nella ricerca e nell’individuazione di alternative occupazionali anche nel pubblico, possa essere esercitato e spalmato in tutte le aree di crisi della regione, terreno questo fino ad oggi non adeguatamente esplorato a Jesi né dalle istituzioni locali né dalla riflessione sindacale.
Giuliano Brandoni
capogruppo PRC-SE – Consiglio regionale Marche
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novembre 24th, 2009 Autore: Redazione
Presentato in data 24/11/09
Iniziativa: Altomeni
ORDINE DEL GIORNO Legge 344
pdl344_8
Approvato nella seduta n. 158 del 24/11/2009
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novembre 24th, 2009 Autore: Redazione
Presentata in data 24/11/2009
Iniziativa: Brandoni, Ricci, Lippi, Procaccini, Silvetti
Approvata nella nella seduta n.158 del 24/11/2009
Mozione Fincantieri
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novembre 20th, 2009 Autore: Redazione
L’approvazione definitiva del cosiddetto decreto “Ronchi”, rappresenta un atto gravissimo sia per le modalità con cui l’atto è stato approvato che per i contenuti dello stesso.
Il fatto di aver richiesto la fiducia da parte di un Governo che già gode di una maggioranza amplissima, come mai nel passato, non è che l’ennesima riprova dell’arroganza di un esecutivo sordo alle ragioni dei cittadini.
Per questo è stata presentata una mozione (primo firmatario Altomeni, ndr) che impegna la Giunta Spacca ad impugnare la legge alla Corte Costituzionale, e ristabilire in tal modo la potestà legislativa delle Regioni in tale ambito.
Nel merito, il principio che la privatizzazione del servizio idrico porti con se inevitabilmente maggiore efficienza è il frutto di una lettura esclusivamente ideologica, non suffragata dalla realtà dei fatti: è appurato infatti che dove i privati gestiscono il servizio idrico, la qualità è di molto peggiore ed i costi delle “bollette” sono in assoluto più elevati.
Oltretutto, il fatto di normare un settore che rientra nelle competenze delle Regioni con la scusa non vera degli adempimenti comunitari, appare come una vera invasione di campo, ancor più emblematica in quanto esercitata da forze politiche che hanno fatto del federalismo la loro ragion d’essere.
Sorprende infatti l’atteggiamento della destra e della Lega, che in ogni occasione non fanno che sbandierare slogan del tipo “Padroni a casa nostra”: vorremmo chiedere a che tipo di coerenza fanno riferimento costoro, quando poi sono proprio loro a regalare le vere risorse dei nostri territori e delle nostre comunità a multinazionali che, come dimostrano le esperienze concrete, non si fanno scrupoli a speculare sulla pelle dei cittadini.
Accogliamo infine positivamente la presa di posizione del neosegretario regionale del PD Ucchielli e ne registriamo il cambio di posizione, dopo che circa dieci anni fa fu tra i promotori della privatizzazione del servizio idrico della provincia di Pesaro Urbino, divenendone un fiero difensore nei confronti di chi ha criticato ed ha lavorato per cambiare quella scelta.
Michele Altomeni
Gruppo Consiliare
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
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novembre 20th, 2009 Autore: Redazione
Presentata in data 20/11/2009
Iniziativa: Altomeni, Brandoni, Amagliani, Procaccini, D’Isidoro, Binci, Ortenzi
mozione per l’acqua
approvata risoluzione nella seduta n.163 del 16/12/2009
Risoluzione 50
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