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Interrog 1339/09 in merito ai rischi di soppressione del corso SIRIO presso la Casa Circondariale di Montacuto (Ancona)

settembre 22nd, 2009 Autore: Redazione

Presentata in data 22/09/2009
Iniziativa: Brandoni

pdfInterrogazione corso scuola media sup. Montacuto

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Comunicato stampa su necessità di iniziative regionali sulle carceri

settembre 4th, 2009 Autore: Redazione

Le pessime notizie che arrivano da Montacuto testimoniano per tutti le difficoltà di vita nelle carceri sia per i detenuti quanto per il personale carcerario.
E’ solo di poche settimane fa l’iniziativa “in carcere a ferragosto” promossa dal Partito Radicale alla quale ho aderito insieme ad altri consiglieri della Regione Marche.
Proprio da quella visita è venuta la proposta di chiedere la convocazione della 3° e della 6° commissione del Consiglio regionale per una verifica urgente e soprattutto per un’iniziativa altrettanto pronta a garantire almeno interventi di emergenza.
Ad oggi non ho, purtroppo, ricevuto ancora alcun riscontro. Le urla e i silenzi di Montacuto ci dicono che bisogna far presto.
Intanto mi auguro che l’organo di garanzia dei diritti, che la Regione ha istituito e che ha tra le sue prerogative anche quella di garante dei detenuti, abbia attivato la sua azione e faccia conoscere quanto prima i risultati di questa a tutti i consiglieri regionali e all’intera comunità regionale.

Giuliano Brandoni, capogruppo PRC Regione Marche

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Comunicato stampa su condizioni di vita nelle carceri e lettera alle commissioni per la convocazione di una seduta sulla situazione carceraria

agosto 21st, 2009 Autore: Redazione

La situazione relativa alle condizioni di vita degli istituti penitenziari è tornata ad essere drammatica.
Nonostante i provvedimenti messi in atto dall’allora governo Prodi, a tutt’oggi si registra una situazione che è tornata ad essere pesante.
Basti pensare a quanto stabilito dall’UE circa le dimensioni della cella di reclusione per ciascun detenuto per comprendere quanto il nostro paese risulti essere al di fuori non solo della normativa europea ma anche del buonsenso.
Una situazione questa che rischia di peggiorare a causa del famigerato “pacchetto sicurezza”: un insieme di norme che puntano alla criminalizzazione e quindi ad un appesantimento del codice penale, e che va nella direzione esattamente contraria alla depenalizzazione dei reati minori: a titolo di esempio, si rischia la galera per la semplice vendita di CD musicali contraffatti!
Anche nelle Marche la situazione delle carceri risulta essere pesante.
Il numero di detenuti è maggiore della reale capienza delle carceri.
Per questo il gruppo consiliare del PRC, che ha partecipato alla campagna “Ferragosto in Carcere”, ha invitato la III e la V Commissione consiliare a porre nei rispettivi calendari di lavoro una seduta ad hoc destinata ad affrontare la situazione carceraria delle Marche, convocando quanti operano in quelle strutture, dai Direttori alle associazioni di volontariato, dalle strutture socio sanitarie alle istituzioni di garanzia create dalla Regione: l’obiettivo dovrà essere quello della valutazione delle proposte che da quel mondo vengono ed impegnare la Regione a sostenere progetti e azioni capaci di modificare in concreto, per quanto possibile, quella drammatica realtà, affinché il regime trattamentale del detenuto sia votata all’effettivo recupero.

Giuliano Brandoni
capogruppo consiliare
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

——————————————————————

All’attenzione dei Presidenti
III Commissione consiliare permanente
e
V Commissione consiliare permanente

Cari Presidenti,
ho avuto modo, nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in Carcere”, di visitare la Casa di Reclusione di Barcaglione di Ancona e la Casa Circondariale di Marino del Tronto ad Ascoli, già in altre occasioni, nell’ambito delle prerogative riconosciuteci quali consiglieri regionali, avevo partecipato a visite in altre carceri della nostra Regione.
In queste occasioni ho incontrato diversi detenuti e parlato con numerose guardie carcerarie, i loro comandanti, i Direttori dei penitenziari.
E’ emersa, cosa purtroppo constatabile immediatamente, la grave difficoltà in cui versa il mondo carcerario, oggi acuita da un sovraffollamento oramai insopportabile che cancella ogni possibilità trattamentale, salvo rare e positivissime eccezioni, e dai progetti legislativi in itinere, vedi il “pacchetto sicurezza, che confliggono con le dichiarazioni pur condivisibili del Ministro di Giustizia, che ha recentemente ammesso che la Costituzione è fuori delle carceri italiani.
Ogni sforzo, ogni iniziativa, ogni attenzione che le istituzioni possono produrre sarebbe elemento positivo per un recupero non solo delle funzioni costituzionali degli istituti di pena ma di un possibile rapporto tra società civile e quel dolente mondo.
I Direttori dei carceri hanno dimostrato in questo senso di avere proposte intelligenti e volontà di realizzarle.
Tocca a noi costruire con loro i percorsi possibili di un urgente lavoro.
Vi chiedo pertanto di poter mettere quanto prima all’ordine del giorno dei lavori della Vostre commissioni un appuntamento che convochi insieme gli operatori carcerari a cominciare dai Direttori, le strutture sociali che lì operano e collaborano, le associazioni che provano a rappresentare gli interessi ed i diritti dei carcerati, le istituzione di garanzia che le istituzioni regionali hanno creato, per produrre un focus conoscitivo adeguato e soprattutto valutare le proposte che da quel mondo vengono per consentire progetti e azioni capaci di modificare in concreto, per quanto possibile, quella drammatica realtà.

Giuliano Brandoni
Presidente gruppo consiliare
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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Comunicato stampa su visite in carcere

agosto 14th, 2009 Autore: Redazione

Rifondazione Comunista delle Marche, aderendo alla campagna “Ferragosto in carcere” proposta dal Partito Radicale, visiterà con una sua delegazione il carcere di Ascoli Piceno (dove un detenuto di 28 anni è morto pochi giorni fa) e quello del Barcaglione, Ancona, continuando una tradizione di ascolto che l’ha vista partecipare alla recente campagna contro l’ergastolo nel 2008 ed alla ricognizione su tutti i penitenziari marchigiani sui cambiamenti generati dall’indulto nel 2007.
Il gruppo consigliare del PRC mette l’accento sul corto circuito che si viene a creare in Italia, e nelle Marche, con una presenza di detenuti oltre il limite tollerabile di capienza (oltre 1100 su 755 di capienza regolare) e di agenti di polizia penitenziaria in rapporto molto inferiore all’organico. Gli operatori, o educatori, in tutta Italia, sono infine solo 1000.
Le carceri sono piene, come ha denunciato  il sindacato di polizia Sappe, insalubri (proteste sono scoppiate ad Ancona nei giorni scorsi) e sono più difficoltose le attività trattamentali e rieducative che sono (art.27 della Costituzione) alla base della funzione rieducativa della pena.
Dei 64.000 detenuti in tutto il paese, ben il 25% è in attesa di primo giudizio, 23.500 sono immigrati, e di questi un’alta percentuale è trattenuta per infrazioni amministrative che le “leggi di sicurezza” hanno trasformato in reati penali.
E’ significativo che partiti politici della sinistra, detenuti, direttori e sindacati dei lavoratori della sicurezza convergano sulla constatazione che il carcere, in queste condizioni, passi dall’essere una soluzione (discutibile e perfettibile) al vero problema.
Non può essere peraltro semplificata la formula per cui tutti gli indultati del 2006 siano rientrati in cella, perché ciò è vero solo per il 30%, mentre dei soggetti beneficiari di misure alternative alla detenzione è rientrato il 21%.
Rifondazione Comunista chiede al governo nazionale un’inversione di tendenza in direzione garantista dei diritti degli operatori carcerari e dei detenuti, salutando come educative per tutta la cittadinanza le esperienze come “L’arte sprigionata – carcere in biblioteca” tenutasi a Pesaro il 6 agosto, e ritenendo il varo di un “Piano carceri” inutile se legato al mantenimento del carcere come un momento a sè stante dalla società.

Giuliano Brandoni
capogruppo regionale PRC-SE Marche

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Comunicato stampa sulle carceri

agosto 7th, 2009 Autore: Redazione

Nel momento più caldo dell’anno, nel quale la percezione della sofferenza degli altri rischia di essere minore che negli altri mesi, anche gli operai licenziati e i detenuti rinchiusi in carceri sovraffollate fanno notizia ma generano senso di impotenza.
Rifondazione Comunista delle Marche, aderendo alla campagna “Ferragosto in carcere” proposta dal Partito Radicale, visiterà con una sua delegazione il carcere di Ascoli Piceno, continuando una tradizione di ascolto che l’ha vista partecipare alla recente campagna contro l’ergastolo nel 2008 ed alla ricognizione su tutti i penitenziari marchigiani sui cambiamenti generati dall’indulto nel 2007.
Il gruppo consigliare del PRC mette l’accento sul corto circuito che si viene a creare in Italia, e nelle Marche, con una presenza di detenuti oltre il limite tollerabile di capienza (oltre 1100 su 755 di capienza regolare) e di agenti di polizia penitenziaria in rapporto molto inferiore all’organico. Gli operatori, o educatori, in tutta Italia, sono infine solo 1000.
Le carceri sono piene, come ha denunciato  il sindacato di polizia Sappe, insalubri e sono più difficoltose le attività trattamentali e rieducative che sono (art.27 della Costituzione) alla base della funzione rieducativa della pena.
Dei 64.000 detenuti in tutto il paese, ben il 25% è in attesa di primo giudizio, 23.500 sono immigrati, e di questi un’alta percentuale è trattenuta per infrazioni amministrative che le “leggi di sicurezza” hanno trasformato in reati penali.
E’ significativo che partiti politici della sinistra, detenuti, direttori e sindacati dei lavoratori della sicurezza convergano sulla constatazione che il carcere, in queste condizioni, passi dall’essere una soluzione (discutibile e perfettibile) al vero problema.
Non può essere peraltro semplificata la formula per cui tutti gli indultati del 2006 siano rientrati in cella, perché ciò è vero solo per il 30%, mentre dei soggetti beneficiari di misure alternative alla detenzione è rientrato il 21%.
Rifondazione Comunista chiede al governo nazionale un’inversione di tendenza in direzione garantista dei diritti degli operatori carcerari e dei detenuti , salutando come educative per tutta la cittadinanza le esperienze come “L’arte sprigionata – carcere in biblioteca” tenutasi a Pesaro il 6 agosto.

Giuliano Brandoni
capogruppo regionale PRC-SE Marche

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Comunicato stampa su mobilitazione per l’abolizione dell’ergastolo

marzo 16th, 2009 Autore: Redazione

Il Gruppo consiliare PRC aderisce  alla giornata di mobilitazione nazionale del 16 marzo per l’abolizione dell’ergastolo e per l’attuazione dell’articolo 27 della Costituzione Italiana, per cui il fine della pena è la rieducazione del condannato.
Lo sciopero della fame a staffetta, promosso dall’Associazione Liberarsi, iniziato il 1 dicembre 2008, aveva coinvolto  le carceri marchigiane, in particolare Fossombrone e Ascoli Piceno, e si è concluso con i detenuti del Lazio il 15 marzo 2009. Alla larga mobilitazione, che ha visto solidarizzare i detenuti al di là della loro posizione giuridica, aveva partecipato il gruppo regionale di Rifondazione Comunista con la sua visita alla Casa di Reclusione di Fossombrone assieme ai volontari di Liberarsi.
All’indomani della visita dell’8 dicembre Rifondazione Comunista ha presentato una mozione perché la Regione, assieme ad altre, agisca sul Parlamento italiano per discutere la proposta di legge per l’abolizione dell’ergastolo, già presentata da vari parlamentari nel 2005.
Gli 8 istituti marchigiani, che ad oggi  soffrono a causa di un rapporto di 662 agenti di polizia penitenziaria a fronte di 1021 detenuti, ben oltre i limiti della capienza regolamentare,  di cui circa 200 in attesa di primo giudizio, e decine condannati all’ergastolo, hanno bisogno che il lavoro dei tribunali abbia corso regolare. E’ necessario che tutti coloro che ne hanno diritto possano usufruire delle pene alternative: 8 detenuti su 10 che ne hanno beneficiato non tornano a delinquere.
Rifondazione chiederà che la mozione presentata a dicembre sia discussa nell’assemblea del 24 marzo. Riconferma con ciò di essere fianco dei detenuti,  dei loro familiari e di tutti gli operatori penitenziari per un uso umano della pena, e si adopererà presso l’Ombudsman  perché tutti i provvedimenti già varati in Regione riguardo al “pianeta carcere” abbiano sollecita applicazione e diffusione fra gli interessati.

Gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea  Regione Marche

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