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Non siamo solo consumatori, il diritto al riposo è alla base della vita

dicembre 24th, 2009 Autore: Redazione

Pubblicato su Liberazione nell’inserto “LOTTE”

Il mese di dicembre 2009 ha portato un risultato ai dipendenti dell’Ipercoop di Pesaro ed a tutti i lavoratori del commercio di quella provincia: le domeniche lavorative sono state ridotte a 19, da un limite massimo di 23, elevabili a 26, stabilito dalla legge regionale sul commercio. Giancarlo Galletti, magazziniere dell’Ipercoop di Pesaro, iscritto al PRC, ci ha raccontato, assieme ai consiglieri regionali Brandoni ed Altomeni, i risultati ottenuti con i suoi 4 giorni di sciopero della fame contro il regime delle aperture vigente.
Le prime proteste contro l’introduzione delle aperture domenicali dei supermercati datano dai primi anni 90, nei quali le commesse della Coop, figura tipica di un’emancipazione delle lavoratrici del modello di sviluppo “rosso”, si erano rivolte al Vescovo per difendere i loro diritti non più tutelati né dal datore di lavoro né dal sindacato. Negli anni seguenti, seguendo una logica che negli USA chiamano “Consumo, per cui sono”, l’attacco al riposo festivo è proseguito. Anche i sindacati sono in parte caduti nell’illusione che maggiore flessibilità avrebbe aperto la strada a maggiore occupazione, e con loro anche molti lavoratori. La lotta di Giancarlo Galletti, che aveva dato vita cinque anni fa al circolo aziendale del PRC, ha dato risultati in ogni occasione, spingendo a più riprese il Comune di Pesaro a ridurre le domeniche di apertura.
La legge n.27, approvata il 10 novembre 2009 dopo un iter durato per l’intera legislatura, ha portato miglioramenti rispetto al testo precedente, ma la spinta dei lavoratori e dei sindacati di categoria è stata insufficiente. Rifondazione ha votato contro il testo finale, e molti emendamenti della sinistra non sono passati. I compagni del circolo tematico hanno incontrato difficoltà fra i loro colleghi, e nel resto della regione, perché l’adattamento al consumismo porta gravi danni nelle coscienze; d’altra parte l’articolazione delle soluzioni va dalle 25 domeniche della Lombardia alle 9 della vicina Umbria. Nelle Marche del Sud, Ascoli, ha influito molto il regime degli outlet aperti in Abruzzo. Di conseguenza doppio è stato lo sforzo di Giancarlo, quando ha iniziato il suo sciopero della fame, in vista del rush finale delle feste natalizie, e doppia la soddisfazione al termine dei 4 giorni, quando ha incassato la solidarietà dei compagni, della CISL, e la riduzione a 19 aperture per la provincia di Pesaro.
Nei giorni seguenti, la Corte Costituzionale della Repubblica di Germania ha accolto i ricorsi delle chiese cattoliche e evangeliche di Berlino sulla necessità del riposo settimanale, negando il quale si va contro la costituzione tedesca. Dal 2010 non ci saranno più aperture nelle domeniche dell’Avvento.
La considerazione che fa Rifondazione delle Marche è la seguente: le sconfitte portano al ripiegamento, ma l’unica possibilità è reagire e ingenerare coraggio nei più vicini. Quando si vedono i compagni che perdono una qualsiasi vita sociale, familiare, e si ammalano di isolamento, ritorna evidente che il diritto al riposo, allo svago, sono alla base della vita. Rifondazione riprenderà questo risultato ottenuto a Pesaro e lo confronterà con le esigenze e le peculiarità degli altri territori marchigiani. Più dignità per ripensare il futuro. Come ha detto Giovanni Impastato, in questi giorni nelle Marche, il consumismo è un vero e proprio furto nei nostri confronti.

Gruppo consiliare PRC-SE Marche

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Comunicato stampa su aperture domenicali

dicembre 2nd, 2009 Autore: Redazione

Alla crisi non si risponde diminuendo le giornate di riposo dei lavoratori, ma accrescendone i diritti e la solidarietà. Il PRC-SE delle Marche saluta con gioia, in contemporanea con la riduzione delle aperture domenicali a Pesaro, frutto della lotta dei dipendenti Ipercoop, la sentenza della Corte Costituzionale tedesca che ha accolto il ricorso presentato dalle chiese cattolica ed evangelica contro l’apertura dei negozi a Berlino nelle quattro domeniche d’Avvento.
Il divieto di apertura domenicale dei negozi avrà effetto a partire dal nuovo anno, in controtendenza con l’incremento degli anni più recenti.
La motivazione della sentenza, per cui la domenica, al pari delle altre festività, va considerata “giornata del riposo dal lavoro” non solo per motivi religiosi, ma anche per permettere il recupero fisico e spirituale dei lavoratori e la loro partecipazione alla vita sociale, apre uno squarcio nel grigiore con il quale quasi tutte le forze politiche e sociali stanno rispondendo alla crisi finanziaria iniziata ormai due anni fa.
Ripensare l’organizzazione del lavoro vuol dire, anche in Italia,  richiamarsi alla Costituzione, che  “tutela la salute fisica e psichica del cittadino e rimuove gli impedimenti alla sua crescita individuale e collettiva”.
Rifondazione Comunista, fin dal tempo delle sue proposte di legge anche regionali per la riduzione dell’orario di lavoro, per il salario sociale ed il reddito di cittadinanza, ha inteso aprire su questi temi un movimento di idee e di fatti che porti ad una riconsiderazione dell’individuo in una società da vivere e non da subire, perché lo spirito del Natale sia di “servire e non di servirsi dei propri concittadini” e proporrà atti in questa direzione anche nel bilancio di previsione 2010.

PRC-SE Marche
Gruppo consiliare regionale PRC-SE

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Interr 1406/09 circa l’applicazione degli impegni a favore degli acquisti verdi

dicembre 1st, 2009 Autore: Redazione

Presentata in data 1/12/2009
Iniziativa: Altomeni
pdfinterr su acquisti verdi

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Comunicato stampa su aperture domenicali attività commerciali

dicembre 1st, 2009 Autore: Redazione

La lotta dei lavoratori della Ipercoop di Pesaro paga, e produce unità e dignità. Oggi, 1 dicembre 2009, Giancarlo Galletti, magazziniere iscritto al PRC, ha raccontato assieme ai consiglieri regionali Brandoni ed Altomeni, i risultati ottenuti con i suoi 4 giorni di sciopero della fame contro il regime delle aperture stabilito dalla legge regionale sul commercio recentemente approvata. Il Comune di Pesaro ha infatti ridotto, a seguito delle proteste, a 19 le domeniche di apertura per gli esercizi commerciali. Chi, come l’assessore Solazzi, afferma di aver ridotto con l’ultimo testo approvato le aperture, dice sola mezza verità: infatti ciò è avvenuto, ma attraverso passaggi che ne rendono non vincolante l’applicazione. Quanto afferma il PRC corrisponde a piena verità: ridurre si può, e la lotta del circolo aperto dal partito presso la Ipercoop dopo 4 anni di agitazioni ha pagato. Durante i quattro giorni di sciopero della fame Giancarlo Galletti ha ricevuto solidarietà dai compagni di lavoro e dalla CISL. E’ stata così dimostrato il valore della solidarietà fra lavoratori anche in tempo di crisi: se infatti avessimo potuto ottenere con le aperture domenicali, ha affermato Galletti, un aumento delle assunzioni, non avremmo avuto dubbi. Ma solo con un’impostazione solidaristica dei contratti, questo può succedere. Intanto, conclude il consigliere Altomeni, faremo tesoro di questo risultato per rappresentare nel miglior modo possibile le istanze dei lavoratori, anche su altri territori.

Gruppo regionale PRC-SE Marche

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Comunicato stampa su approvazione testo unico sul commercio

novembre 4th, 2009 Autore: Redazione

Nella seduta di ieri il Consiglio Regionale delle Marche ha approvato il Testo Unico sul commercio.
Il gruppo di Rifondazione Comunista ha presentato alcuni emendamenti coerenti con la battaglia condotta in questi anni per la riduzione delle aperture domenicali. Le nostre proposte ci hanno visto in questi anni accanto ai lavoratori del settore, ai piccoli commercianti stritolati dalla concorrenza squilibrata dei grandi centri commerciali e ad autorevoli esponenti del mondo cattolico.
Spesso, in dibattiti pubblici, alla presenza di questi soggetti, esponenti delle diverse forze politiche, sia di destra che del centrosinistra, hanno dichiarato di condividere la nostra proposta. Ma al momento di trasformare le parole e le promesse in atti concreti, tutti si sono tirati indietro, ed i nostri emendamenti sono stati votati solo da noi di Rifondazione Comunista e dal consigliere regionale Binci. Bocciati dal voto trasversale di PD, PdCI, SDI, PdL, UdC.
Ci resta il profondo rammarico per chi in questi anni ha condiviso le nostre proposte e aspettato con pazienza che venisse discussa, e che ora si ritrova esattamente nella stessa situazione di prima. Lavoratrici e lavoratori del commercio, in particolare delle grandi strutture commerciali, continueranno a dover lavorare per gran parte delle domeniche e delle festività in cui invece ci si dovrebbe riposare e dedicare agli affetti e allo svago. Questo in nome di una logica ormai accettata in maniera acritica secondo cui lo shopping è la forma di intrattenimento per eccellenza per quelle persone che, anziché cittadini, sono classificate in primo luogo come consumatori. Logica accettata, basta leggere la trascrizione degli interventi in aula, anche da quelle forze politiche che dicono di rappresentare il punto di vista cristiano, il punto di vista dei lavoratori dipendenti o di voler difendere e tutelare il piccolo commercio.
Chiaramente le pressioni delle grandi imprese commerciali sono state più forti delle nostre, e anche dei sindacati, che ancora una volta hanno sostenuto in maniera troppo timida, per non dire di più, una istanza che proveniva da quelle persone che dovrebbero rappresentare.

Michele Altomeni
Consigliere Regionale PRC – SE

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Comunicato stampa su testo unico sul commercio

novembre 2nd, 2009 Autore: Redazione

La sessione prevista per domani, martedì 3 novembre, del consiglio regionale vede all’ordine del giorno la discussione del testo unico del commercio, la legge che regolerà tutto il settore del commercio nella Regione Marche.
Sin dall’inizio di questa legislatura il gruppo consiliare del PRC ha sollecitato l’Assessorato al Commercio affinchè rivedesse alcuni indirizzi del settore.
In particolare, la delicata questione delle aperture festive rappresenta un vero e proprio ostacolo all’approvazione del testo così come arrivato in aula.
La possibilità da parte degli esercizi commerciali di essere obbligati alle aperture indipendentemente dalle festività rappresenta un vero e proprio “favore” alle grosse catene distributive, mentre per il piccolo commercio, per il commercio al dettaglio e per gli ambulanti, rappresenta un elemento che rischia di falsare letteralmente la concorrenza in favore dei grossi centri commerciali.
Auspichiamo pertanto che la maggioranza riveda la posizione sin qui assunta e dia un segnale a favore tanto del piccolo commercio quanto dei lavoratori della grande distribuzione, valutando speriamo “laicamente” gli emendamenti presentati dal gruppo consiliare del PRC che si pongono l’obiettivo di razionalizzare le aperture festive.

Michele Altomeni
Consigliere Segretario Ufficio di Presidenza Assemblea Legislativa delle Marche

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