gennaio 28th, 2010 Autore: Redazione
L’approvazione da parte del Consiglio Provinciale di Ancona dell’ordine del giorno relativo all’attenzione necessaria e alle precauzioni indispensabili che riguardano il futuro casello autostradale di Gabella a Montemarciano rappresenta un fatto significativo e spero che consentirà anche al Consiglio regionale di approvare nella prossima seduta un ordine del giorno con i medesimi contenuti, presentato da Rifondazione Comunista ben prima di quello in Provincia, per rafforzare quell’iniziativa.
Allo stato attuale, infatti, il casello di Gabella senza adeguati collegamenti viari con la rete regionale, senza un’attenzione precisa alle problematiche già complicate di quel pezzo di territorio, rischia di essere più un problema che una possibilità.
Purtroppo, allo stato attuale, non esistono, né da parte dell’ANAS né da parte della Società Autostrade, risorse dedicate a questi interventi.
C’è invece contemporaneamente un impegno finanziario faraonico, sovradimensionato e di grande impatto, quale la complanare prevista a Senigallia.
Le due questioni si intrecciano continuamente visto che il soggetto, la Società Autostrade, è lo stesso, da una parte tante risorse, troppe, la cui necessità e utilità è stata più volte messa in dubbio dalle intelligenti iniziative dei comitati cittadini di Senigallia, di qua né un progetto né un euro.
Può essere questa l’occasione pertanto di una riconsiderazione complessiva di questi due interventi, dando risposte ai bisogni d qualità ambientale, tutela del territorio, morigeratezza finanziaria che i cittadini richiedono.
Giuliano Brandoni
Capogruppo PRC-SE Regione Marche
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gennaio 25th, 2010 Autore: Redazione
Il nuovo Ospedale di Jesi è una necessità.
I ritardi attuali sono gravi e altrettanto grave è la confusione e lo scaricabarile che si stanno alzando su questa vicenda. I ciottadini di Jesi e della Vallesina hanno bisogno di chiarezza e certezza.
Chiarezza sulla responsabilità dei ritardi e certezza sulle risorse e sui tempi necessari all’ultimazione dei lavori oltrechè, forse, la necessità di individuare figure che si carichino della responsabilità di guidare e coordinare le azioni necessarie a questo obiettivo.
Tutto ciò compete in primo luogo alla Regione e richiederebbe una attenzione non sporadica da parte della città e delle sue istituzioni.
Con l’interrogazione che si allega vorrei testimoniare che il Consiglio regionale non è, e non deve essere, indifferente a questa vicenda espletando sino all’ultimo il suo ruolo di indirizzo e controllo delle attività affidate all’esecutivo.
Il Consigliere regionale
Giuliano Brandoni
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gennaio 20th, 2010 Autore: Redazione
Il taglio operato dal Ministro Gelmini ai finanziamenti per i corsi professionalizzanti della terza area degli Istituti Professionali ha suscitato la giusta protesta e l’indignazione degli studenti e la preoccupazione e lo sconcerto dei dirigenti scolastici, costretti addirittura a sospendere le attività già avviate.
Su questa situazione ho presentato già ieri mattina una mozione che l’Assemblea Legislativa avrebbe discusso se il centrodestra, come sempre privo di argomenti e di idee, non avesse deciso di abbandonare l’aula provocando la chiusura anticipata dei lavori.
Questa mozione, che verrà discussa comunque nella seduta di martedì prossimo, impegna la Giunta regionale ad aprire un contenzioso con il Governo nazionale affinchè le risorse tagliate siano ripristinate e a prevedere, comunque, un intervento, con modalità e risorse da concordare con le Amministrazioni provinciali, affinchè le attività iniziate in questo anno scolastico abbiano seguito e si consenta così agli studenti degli ultimi anni di poter accedere con questo bagaglio all’esame di maturità.
E’ evidente che la Regione deve fare ogni sforzo possibile per sostenere queste scuole pubbliche, frequentate da ragazze e ragazzi spesso provenienti da famiglie non abbienti e alla ricerca di una qualificazione professionale da poter spendere in un mercato del lavoro sempre più difficile ed esigente, sulle quali il Governo agisce a colpi di mannaia.
Alla luce di tutto questo stride come una vera e propria provocazione la proposta che l’UDC avanza a questa maggioranza come condizione irrinunciabile per partecipare alla coalizione di “favorire il pluralismo educativo con azioni di sostegno alla scuola privata”.
Per fare questo, come è chiaro, basta e avanza il Governo Berlusconi.
Alle ragazze e ai ragazzi di questi istituti, ai docenti e ai dirigenti scolastici, affiancati tra loro in una decisa mobilitazione, va tutto il mio sostegno e la mia solidarietà.
Il capogruppo del PRC
Giuliano Brandoni
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gennaio 15th, 2010 Autore: Redazione
Bora, Manuli, Fincantieri, New Holland, Ardo oppure disoccupazione in crescita, cassa integrazione alle stelle, riduzione dei salari reali.
Cosa significa vincere in questo contesto? Non bastano certo risolini ebeti e pacche sulle spalle per dare risposte ad una crisi da far paura.
La maggioranza regionale che sta governando ci ha provato e continua a provarci. I marchingegni politicisti rischiano di mandare in frantumi quindici anni di buon governo ed una prospettiva.
La corsa all’UDC assomiglia tanto alla sfida tra due esilaranti personaggi dei cartoons: quella tra Will Coyote, intento a costruire improbabili trappole, ed il pennuto Beep Beep (l’UDC), sfuggente e beffardo.
I bisogni della società marchigiana invece avrebbero necessità di parole chiare, proposte serie e fatti comprensibili, capaci di sintonizzare la politica al sentire comune.
Gli indirizzi programmatici sottoscritti da tutto il centrosinistra meno di un mese fa contengono queste potenzialità e meritano un’attenzione capace di raccogliere la riflessione e l’ulteriore contributo dei soggetti sociali che rappresentano il nerbo della società regionale: il mondo del lavoro e quello della partecipazione attiva.
Altro che l’attenzione ed i colloqui con i trasformisti di tutte le risme che produrrebbero un solo effetto: l’ulteriore cesura tra politica e società.
Per me anche la dignità è una categoria della politica.
Il capogruppo del PRC
Giuliano Brandoni
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gennaio 13th, 2010 Autore: Redazione
Si sta chiudendo l’ottava legislatura della Regione Marche. Da tempo ho deciso di non ricandidarmi alle prossime elezioni, per motivi sia politici che personali.
Sono stati cinque anni importanti. Siamo riusciti, come gruppo di Rifondazione Comunista, ad ottenere alcuni significativi risultati, sia proponendo i nostri contenuti, sia modificando o fermando atti che contrastavano significativamente con il nostro progetto politico. Altre volte le nostre forze si sono rivelate insufficienti.
I risultati positivi sono stati raggiunti anche grazie ad una costante collaborazione e consultazione con una serie di soggetti, comitati, associazioni. A volte il confronto è stato anche vivace e dialettico, ma quasi sempre ci siamo trovati a sostenere obiettivi comuni.
Oggi, mentre il mio personale impegno nel Consiglio Regionale volge al termine, guardo con grande preoccupazione alla discussione in atto rispetto alle alleanze, non tanto per l’ingresso in maggioranza dell’UdC, in quanto non ho visto in questi anni particolari differenze tra questa forza politica ed il Partito Democratico, ma per il significato reale di questo cambiamento.
Non si tratta di un semplice ingresso in maggioranza di una forza politica, ma di un radicale cambiamento di linea. In questi anni, proprio dialogando con quelle forze sociali del territorio, abbiamo mitigato la tendenza alla cementificazione, contrastato opere dannose e pericolose, fermato processi di privatizzazione dei beni comuni, combattuto le grandi centrali e gli inceneritori, mantenuto un sistema di welfare ad ispirazione pubblica e laica. È evidente che l’UdC, entrando in maggioranza, pretenderà cambiamenti sostanziali su questi punti e che la linea del prossimo governo Spacca sarà profondamente diversa da quella attuale.
É altrettanto evidente che il Partito Democratico ha già deciso che, oltre all’ingresso dell’UdC, il nuovo assetto della maggioranza può sacrificare la presenza della sinistra. Sicuramente contribuiscono a questo ragionamento anche motivi spiccioli di bottega ma segnano soprattutto la disponibilità a nuove progettualità programmatiche che guarderanno meno agli interessi del mondo del lavoro, alla difesa ambientale, alla solidarietà sociale per proporre una “uscita dalla crisi” che utilizzi la mercificazione dei beni comuni, la privatizzazione dei servizi sociali, la realizzazione di grandi e in molti casi inutili opere attraverso le forme della finanza di progetto come strumenti di valorizzazione dei profitti di pochi.
All’interno di questo quadro mi chiedo cosa pensino quei soggetti sociali con i quali abbiamo dialogato in questi anni, e anche gli elettori che hanno sostenuto noi e tutto il centro sinistra.
Proprio per questo penso che sia tanto urgente quanto necessario che tutti questi soggetti facciano sentire le loro opinioni, i loro bisogni, i loro desideri. Tutto questo sarebbe un patrimonio straordinario che ci consentirebbe di riflettere e poi di fare. Credo che il mio partito, ma più in generale tutte le forze della sinistra debbano sollecitare e fare di questo ascolto la principale bussola per la navigazione futura. Deve essere questo vincolo sociale a determinare il nostro agire. Tocca ad essi quindi il dono di un segnale.
Michele Altomeni
Consiglio Regionale
Rifondazione Comunista
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gennaio 6th, 2010 Autore: Redazione
Sciocca, prepotente, inopportuna, in una parola berlusconiana l’iniziativa della Giunta regionale di intervenire con un borbonico comunicato per frenare le critiche e le considerazioni non favorevoli di chi non condivide l’iniziativa di promuovere le Marche con il testimonial Dustin Hoffman attraverso le cosiddette “vie legali”.
Ancorchè non condivisibili, in qualche caso le opinioni le critiche e perchè no financo le invettive dei cittadini sono pur sempre un segno di partecipazione che la politica dovrebbe non solo accettare ma utilizzare per fare emergere la forza della verità.
Proprio per questo già domani presenterò un’interrogazione urgente al Presidente Spacca perchè in Consiglio questo problema possa essere discusso e ricondotto a un più giusto ambito di confronto, e se non volgari pubblicherò sulla mia pagina di Facebook le critiche in oggetto come testimonianza di voltairiana tolleranza.
Sarà la ricerca di maggioranze di nuovo conio che suscita questi rigurgiti oscurantisti.
Giuliano Brandoni
Capogruppo PRC-SE Consiglio Regionale Marche
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gennaio 5th, 2010 Autore: Redazione
La costruzione di un progetto politico e programmatico per le Marche del prossimo quinquennio ha nella cornice di indirizzi sottoscritta dalle forze di centrosinistra, che riconfermano la candidatura di Gianmario Spacca, la bussola di riferimento.
E’ quindi da lì che deve partire il confronto con quanti volessero aggiungersi.
Se così stanno le cose, più che l’iperattivismo del segretario regionale del PD occorre che sia il candidato presidente, cioè Spacca, a rendere trasparente ed esplicito il quadro del confronto.
A lui e non ad altri tocca, in un rapporto intensamente dialogico con le forze politiche che l’hanno riproposto, aprire il confronto ed esplicitarne i contenuti, magari aiutandoli con un evangelico “il tuo sì sia il sì, il tuo no sia il no”.
Oltre a ciò dovrebbe preoccupare tutti nel centrosinistra il disinteresse silenzioso di pezzi importanti della società regionale – dalle organizzazioni sindacali all’associazionismo sociale, dalle RSU in lotta ai comitati che costellano la partecipazione civile della nostra regione – nei confronti di un dibattito politico che rischia di risultare lontano dalle preoccupazioni quotidiane, dalle ambasce del vivere di chi la crisi la sta realmente subendo.
C’è qualcosa di peggio del regalare al centrodestra il governo della regione ed è il praticarne modi e valori.
Mi auguro perciò che nei prossimi giorni accadano fatti capaci di rimettere il confronto nel centrosinistra sulla giusta via attraverso il protagonismo responsabile del candidato Spacca e la partecipazione critica dei movimenti sociali sui quali molto confidiamo.
Il Capogruppo del PRC
Giuliano Brandoni
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dicembre 29th, 2009 Autore: Redazione
Oggi ci sono due buone notizie nelle pagine della politica: la fiducia ampia dei marchigiani all’iniziativa politica e amministrativa della maggioranza che guida attualmente la Regione e la calorosa azione di tanti democratici che in Puglia chiedono non sia interrotta una stagione riformatrice, sacrificandola alle arzigogolate strategie di una politica che nessuno più capisce, rappresentando quindi, insieme, un monito e un paradigma.
L’alternativa a Berlusconi è rappresentata appunto anche dal buon governo delle Marche il cui profilo programmatico non può essere sacrificato o annacquato da nessun inciucio.
Il confronto con quanti vogliano aggiungersi a questa intrapresa deve rimanere ovviamente aperto, ma è utile solo se arricchisce la qualità dell’azione di governo. A questo scopo il riconoscimento reciproco di autorevolezza delle forze che compongono la maggioranza è la condizione del comune procedere. Le minacce degli arroganti, ancor più quando sono insinuanti, né sono utili né intimoriscono.
Per arrivare alla fine del percorso, tutti insieme, c’è bisogno di una larga consultazione validata da quei soggetti sociali che nelle Marche rappresentano la “buona politica”. Toccherà anche a questi, semmai, dire come meglio si garantisce la coerenza tra le proposte programmatiche e l’azione amministrativa.
Il capogruppo del PRC
Giuliano Brandoni
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