maggio 20th, 2009 Autore: Redazione
Presentata in data 20/05/2009
Iniziativa: Brandoni, Procaccini
mozione-terremoto
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aprile 9th, 2009 Autore: Redazione
Cara Liberazione,
in questi giorni in cui il nostro giornale fa un’ottima opera di controinformazione sulle cause non naturali dei disastri a cui stiamo assistendo in Abruzzo, mi sono ricordato quasi subito che all’Aquila esiste un altro luogo di costrizione, cioè il supercarcere, le cui condizioni sono state più volte denunciate dai compagni, Giulio Petrilli in testa. Sentire tremare la terra e non poter scappare è più di un supplizio, di certo non rieducativo. Leggo che le carceri non hanno subito danni rilevanti (Ministro della Giustizia Alfano) . Poiché il direttore del PRAP Franco Ionta è impegnato nel programmare entro la fine del 2010 la creazione di 4.907 nuovi posti, per un costo preventivato di 205 milioni di euro, e poi intende proseguire, nonostante l’aumento dei detenuti presenti, non sarebbe meglio se per il momento trasferisse quelli abruzzesi?
E’ venuta mai in mente a qualche governante dotato di carità cristiana, e ne abbiamo tanti, il precetto “non fare agli altri quanto non vorresti fosse fatto a te”?
Marcello Pesarini
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aprile 8th, 2009 Autore: Redazione
La drammatica vicenda del terremoto in Abruzzo ha sospeso nel paese e nella nostra regione la discussione sul famigerato Piano Casa di Berlusconi. Eppure le due questioni sono tutt’altro che scisse.
La portata della tragedia abruzzese è strettamente legata alle modalità in cui si è costruito nel nostro paese. La scarsa qualità dell’edilizia, l’uso di materiali scadenti e la rincorsa di facili profitti sono alla base del fatto che ogni terremoto si trasformi in una tragedia di portata enorme. Nelle Marche la qualità del costruito non è maggiore che in Abruzzo, e quindi anche nella nostra Regione si è esposti allo stesso rischio in caso di eventi sismici.
L’Italia è un paese soggetto a terremoti, ma diversamente da altri paesi civili che vivono la stessa situazione, non ha mai posto la giusta attenzione sulla necessità di orientare maggiormente le tecniche edilizie in questa direzione. E il piano casa, ancora una volta, dà spazio alla logica che il settore delle costruzioni serve a far girare l’economia e ad arricchire qualcuno piuttosto che a mettere a disposizione dei cittadini edifici con adeguati standard di qualità e sicurezza.
Ora viviamo l’emergenza e l’urgenza di rispondere in maniera adeguata al dramma che si sta consumando in Abruzzo. La speranza è che subito dopo l’attenzione sia posta sulla prevenzione. Questo significa che, se un piano casa deve esserci, e se risorse vanno investite in questo campo, non sia per una ulteriore speculazione edilizia, e non sia per continuare sulla via della devastazione del territorio e del paesaggio, ma sia volto proprio alla riqualificazione dei troppi edifici fatiscenti e probabilmente inadeguati a resistere ad un evento sismico come quello verificatosi in questi giorni.
Michele Altomeni
Consigliere Regionale
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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